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Pirlo: «Sciopero serie A? Noi volevamo giocare»

martedì 30 agosto 2011

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Il centrocampista della Juve e della Nazionale: «Noi giocatori abbiamo fatto di tutti per scendere in campo, ma alcune società avevano altri interessi. Raddoppiare la tassa di solidarietà solo ai calciatori? Nessun problema, ma il governo si impegni nella lotta all'evasione»
Pirlo: «Sciopero serie A? Noi volevamo giocare»
FIRENZE, 30 agosto - "Raddoppiare la tassa di solidarietà solo ai calciatori? Nessun problema, ma il governo si impegni nella lotta all'evasione". È la replica di Andrea Pirlo, regista della Nazionale e della Juventus, all'annuncio di Roberto Calderoli, che un emendamento della lega nord prevede di lasciare in manovra la tassa di solidarietà solo per i calciatori. "Nessun problema - ha detto da Coverciano Pirlo - noi calciatori paghiamo sempre le tasse, e se sarà confermata pagheremo anche questa. Ma lo facciano tutti, e non intendo le altre categorie ma chi evade le tasse". Pirlo si è poì detto in parte d'accordo con Buffon sulla strumentalizzazione dello sciopero dei calciatori. "La politica, secondo me, non si doveva intromettere ma quando si parla di calciatori tutti vogliono mettere becco".

SCIOPERO - Pirlo ha poi criticato club e dirigenti per la situazione che ha portato allo sciopero e al rinvio della prima giornata. "Noi giocatori abbiamo fatto di tutti per scendere in campo - ha detto - ma alcune società avevano altri interessi. I club che hanno 30 o 40 giocatori in rosa hanno sbagliato i calcoli. E poi non firmano l'articolo 7..'. Pirlo si è detto comunque fiducioso di giocare la seconda giornata. "Il problema del contributo di solidarietà è superato, e sul secondo punto non credo ci saranno più problemi".
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